Destinazioni con dignità

L’Abruzzo fuori stagione: la destinazione che non ti chiede di recitare

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L’Abruzzo fuori stagione: la destinazione che non ti chiede di recitare

Nella stessa categoria dove parlo di Nigeria e Maldive metto l’Abruzzo, e non per esotismo al contrario: perché la dignità vale per tutte le destinazioni, comprese quelle a tre ore di macchina. E l’Abruzzo fuori stagione — da ottobre a maggio — è una delle proposte più oneste che si possano fare a un viaggiatore adulto.

Cosa offre davvero

Borghi che non recitano (Santo Stefano di Sessanio, Scanno, Pacentro), il silenzio vero del Parco della Majella, i trabocchi della costa teatina senza la fila d’agosto, una cucina di montagna che da sola giustifica il viaggio. E i prezzi di un’Italia che non ha ancora imparato a farsi pagare il copione.

Le tre verità da dirsi prima

  • serve la macchina: i mezzi pubblici tra i borghi sono un atto di fede — chi non guida deve saperlo al momento di prenotare, non alla stazione di Sulmona;
  • “fuori stagione” significa anche chiuso: certi ristoranti e certi rifugi a novembre riposano — l’itinerario va costruito su ciò che è aperto, verificato per telefono;
  • in quota l’inverno è inverno: catene a bordo, e un piano B per i giorni di vento sul Gran Sasso.

Una destinazione onesta non è quella senza difetti. È quella di cui ti hanno detto i difetti prima di partire.

Per chi è la scelta giusta? Per chi cerca giorni lenti, tavole serie e nessuna coreografia. Per chi vuole il mare da ombrellone o la vita notturna, no — e dirlo non mi costa niente: su un viaggio che non fa per te non voglio guadagnare.

Firmato: Silvia Missiaglia — Missi Viaggi

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