Il volo cancellato a Doha: cronaca di un imprevisto risolto alle 6 del mattino
Storia raccontata con il permesso dei protagonisti, come tutte quelle di questa categoria. Niente stellette anonime: un inizio, un imprevisto, un finale.
Doha, ore 4:50 locali. P. e F. sono a metà del viaggio di nozze — Italia, scalo, Oceano Indiano — quando il tabellone cambia idea: la coincidenza è cancellata. Niente dramma cinematografico: solo due persone stanche davanti a un gate chiuso, con un resort pagato che inizia tra dodici ore.
Cosa era già scritto
Quel rischio aveva una riga nel loro Documento degli Imprevisti: “Cancellazione o ritardo della tratta intermedia — probabilità bassa — riprotezione a carico dell’organizzatore — chiamate il numero qui sotto, a qualsiasi ora”. Il numero era il mio.
- 5:02 — messaggio di F.: “volo cancellato, che facciamo?”
- 5:09 — risposta: “Niente fila al transfer desk. Sedetevi, ci penso io.”
- 5:40 — riprotezione confermata sul volo delle 8:15, posti assegnati;
- 6:01 — trasferimento al resort spostato, nessun costo aggiuntivo: il viaggio era un pacchetto, l’incastro era responsabilità di chi l’aveva organizzato. Cioè mia.
Il finale (e la morale, che non è su di me)
Sono arrivati con tre ore di ritardo su un viaggio di sedici giorni. La morale non è “che brava”: è che l’imprevisto era previsto — aveva una riga, una procedura e un responsabile con nome e P.IVA.
“La cosa strana — mi ha scritto P. al rientro — è che non ci siamo mai sentiti soli. Nemmeno alle cinque di mattina in pigiama a Doha.”
Firmato: Silvia Missiaglia — Missi Viaggi
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