Il Patto in pratica
Numero chiuso: perché non accetto tutti i viaggi che mi chiedono
Ogni tanto devo dire un “no” che dispiace a entrambi: “In questo periodo non posso prendere il tuo viaggio”. Non è una strategia di scarsità — quelle le lascio ai countdown. È aritmetica: il Patto promette presenza, e la presenza non si fotocopia.
Cosa firma davvero il Patto
Quando firmo il mio patto con te, firmo tempi di risposta: non “massima disponibilità”, ma ore e giorni scritti. E firmo che mentre sei in viaggio, se salta un anello, rispondo io — non un centralino, non un numero verde che apre lunedì.
Da dove viene il limite
Da tre cose molto poco poetiche:
- i fusi orari dei viaggi in corso si sommano: tre viaggi in tre continenti sono una giornata di 24 ore davvero;
- ogni itinerario in costruzione richiede ore di verifica che non si comprimono — il Check-up o si fa o si finge;
- quello che non si può prevedere non si prenota: serve margine, e il margine è posti vuoti tenuti vuoti apposta.
Chi promette presenza illimitata sta promettendo la presenza di qualcun altro: di un call center, di un algoritmo, o di nessuno.
Il numero esatto dei viaggi che seguo in contemporanea è scritto nel Patto, come tutto il resto. Quando i posti sono pieni, lo dico — e se il tuo viaggio può aspettare, ci mettiamo in calendario. Se non può, ti dico anche questo: prima della firma, mai dopo.
Firmato: Silvia Missiaglia — Missi Viaggi
Hai costruito il tuo viaggio da solo, con cura.
Ti regalo i 21 punti che guardo io prima di mettere la firma su un itinerario. 17 li spunti stasera, da solo, con una penna. Gli altri 4 te li spiego: richiedono le mani di chi sta dentro la filiera, e dal divano non si fanno.
Il prossimo viaggio lo disegniamo insieme?
Rispondo io. Non un centralino, non un algoritmo.