Prima di partire

Visti e scali: il controllo che quasi tutti saltano (e che costa di più)

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Visti e scali: il controllo che quasi tutti saltano (e che costa di più)

Quando si pensa ai documenti di viaggio, si pensa alla destinazione: “Per il Vietnam serve il visto?”. Giusto. Ma l’itinerario non è fatto solo di destinazioni: è fatto anche di scali — e certi Paesi vogliono un visto di transito anche se non esci dall’aeroporto, o un passaporto con sei mesi di validità residua anche solo per cambiare aereo.

La regola: un controllo per ogni Paese toccato

Non per ogni destinazione: per ogni Paese toccato, scali compresi. La fonte è una sola e non è un forum:

  • Viaggiare Sicuri (Farnesina): scheda Paese per Paese, sezione “ingresso/transito”;
  • la validità residua del passaporto: sei mesi dalla data di ingresso è lo standard più diffuso, ma non l’unico;
  • le regole della compagnia aerea: al check-in applicano le regole più severe, non le più ragionevoli.

Quanto costa saltarlo

Il controllo costa dieci minuti. Saltarlo costa il viaggio: al gate non si discute, si resta a terra. E se i biglietti sono separati e non rimborsabili, nessuna assicurazione copre “non sapevo che serviva il visto di transito”.

I documenti non sono burocrazia del viaggio. Sono il viaggio: senza, tutto il resto è un sogno con un buon itinerario.

Nel mio Check-up dell’Itinerario questo controllo ha una riga dedicata per ogni tratta. Quando lo faccio per un cliente, lo metto per iscritto: cosa ho verificato, dove, e in che data — perché le regole cambiano, e una verifica di tre mesi fa è una verifica scaduta.

Firmato: Silvia Missiaglia — Missi Viaggi

Hai costruito il tuo viaggio da solo, con cura.

Ti regalo i 21 punti che guardo io prima di mettere la firma su un itinerario. 17 li spunti stasera, da solo, con una penna. Gli altri 4 te li spiego: richiedono le mani di chi sta dentro la filiera, e dal divano non si fanno.

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Il prossimo viaggio lo disegniamo insieme?

Rispondo io. Non un centralino, non un algoritmo.